I love this people

Sono nell’ufficio di Pat Raffaniello, avvocato e lobbista, oltre che direttore del Federal Policy Group. Situato sulla Constitution Avenue, lo studio offre una visuale mozzafiato sul cuore pulsante della politica americana: il Congresso, la Corte Suprema. La Casa Bianca è a qualche isolato di distanza.

Pat è davvero gentile. Dopo averci preparato un caffè e pazientemente descritto lo skyline di cui si può godere dal suo terrazzo, ci ha concesso un’intervista di un’ora.

Ma non è tutto. L’intervista è ormai finita da circa quattro ore e io sono ancora nel suo ufficio: gli sto scroccando la connessione veloce per mandare in Italia una sorta di trailer del documentario che stiamo girando. Imbarazzato a morte, ho perso il conto di tutte le volte che gli ho chiesto scusa per il disagio. Lui, sorridente e gioviale, mi dice: “fai come se fossi a casa tua”. Poi chiama la sua segretaria e si assicura che, mentre lui è via in riunione, non mi manchi nulla. Lei, deliziosa, si prodiga nell’invitarmi a bere soda o caffè. A un certo punto si offre anche di scendere per comprarmi qualcosa da mangiare: “non hai pranzato”, mi fa. Io, ovviamente, rifiuto: “ho fatto un’abbondante colazione stamattina”. Falsissimo.

Come si fa – mi chiedo – a parlar male degli Americani?

  • maggio: 2017
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