domenica, meno 2

stamattina, in una chiesa trovata per caso dopo averne perse altre due, assonanze e ritmi, interazioni e senso di cumunità spiegano, in presa diretta, qualcosa ancora di obama (che domani vado a riascoltare).

in giro per harlem suoi supporter, suoi adesivi, suoi volantini.

scendendo verso l’upper west, le signore preferiscono hillary, una afroamericana mi dice: io sono una donna.  (…evvabbèh!!?..)

a west willage di nuovo adesivi e spille di obama. e ragazzi che parlano delle scelte.

intanto i NYG hanno vinto il superbowl. ad un bar poca gente, festosa, dalle case intorno esultanza contenuta, breve.

le elezioni allora, se questo è il livello degli entusiasmi cittadini, in città si iniziano a sentire.

oggi ho mangiato: bacon and scrambled egg con toast, cheese steaks sandwich, capcake, cibo kosher, buffalo hot fried chicken wings. però bevendo un meraviglioso succo verde a frutta, verdura ed erba (quella di campo!cercate green machine).

febbre del(l’ultimo) sabato sera

se oggi pomeriggio, se siete in america, o stasera, se siete in italia, non avete gran che da fare, provate a dare un occhio qua (o qua, che è lo stesso). magari ne viene fuori L’evento della campagna. 6pm et.

miglia su miglia

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che poi bene quanti kilometri sono le miglia che abbiamo fatto non l’ho ancora capito, o forse non ci ho pensato, che a stare qua giochi a contare come loro, ricondando la scena di pulp fiction sul “quarter pound”.

oggi providence-newark-charlotte, con due aerei che quelli di carta sono più grandi, e charlotte-lake city (?) in macchina, jakub al volante, come al solito.

buio e nebbia, limiti per lunghi tratti a 35mh (e tutti, tranne noi, che li rispettano rigorosamente, mah!?), macchine degli sceriffi appostate ogni tanto in silenzio, pronte ad accendere luci e sirene.

nel nulla della periferia di florence, sc, steakhouse con inter juve di coppa, leggera differita, visto il pareggio all’ultimo, ma quest’anno va che ci accontentiamo di questo.

domattina obama nel primo stato nero (o afro-american, che pare sia più correct). al solito evento a colazione, e speriamo ci offrano almeno il caffè, che tanto non lo prendo, come si sa (e il tè è già più raro…).

poi ancora miglia su miglia, fino in florida. oltre 500 (vedete, meglio non saperli i kilometri). là si va dai repubblicani.

insomma miglia su miglia. e un passo indietro.

stamattina a providence intervista a don sweitzer, consulente da ted kennedy nel 1980 a clinton 92, ancora capo del partito durante gli anni di clinton, ora dirigente d’impresa, tifoso di hillary e nostalgico, appassionatamente, al pensiero di (non) poter essere con lei nel tour elettorale.

ci racconta, anche lui, di miglia, di campagne che sono un viaggio, di riunioni in aereo, o più spesso in macchina, riunioni di 9 minuti, di strategica importanza.

ci racconta e fa vivere, come tanti che abbiamo incontrato, questa politica ammericana.

e, invece, quante miglia saranno quelle che ci separano dalla crisi di governo?

  • agosto: 2017
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