ready to lead – terza giornata

obama è arrivato a denver. tempo di fare capolino – anche lui come noi proprio all’ultimo – al pepsi center, alla fine del discorso di biden.

non è un gran che, come oratore, questo biden. ma ha fatto la sua parte. convincente su barack, forte contro mccain, con una serie di obama was rigth, mccain was wrong su politica estera, soprattutto, ed economia. la sua migliore battuta il lapsus con cui ha chiamato mccain george. serve da pungingball, sta là a coprere le spalle, a parare i colpi, a non prenderle e a non perdere voti. poi le elezioni dovrà vincerle obama, da solo più che mai.

e poi, di biden, hanno raccontato bene la storia, dall’incidente al lungo lavoro di senatore, e la famiglia, con moglie, figli – bella l’introduzione del rampollo – nipoti, mamma direi almeno novantenne.

“obama is ready to lead.” la frase che si attendeva ieri da hillary l’ha concessa bill. un discorso senza troppo sforzo, mi è parso, ma che dimostra ancora una naturalezza carismatica, i tempi giusti, le batture, le frasi ripetute. libero ormai anche dall’impiccio di dover far eleggere la moglie (la mia idea è che in cambio del eprdono per monica hillary gli abbia chiesto, a suo tempo, di farla eleggere presidente!..) è davvero una forza, è ancora un leader.

secondo giorno

in assenza di pass si guarda la convention dal watching party organizzato dai democrats del colorado. di party in effetti c’è poco, semplicemente un teatro con video, biglietti obbligatori per entrare,  ma distribuiti gratuitamente.
passano sullo schermo facce diverse, diversi accenti, diversi abiti.
ci sono gli sconosciuti e i quasi famosi, e ci sono gli ex papabili vp.
la governatrice del kansas, kathleen sebelius, ha una bella faccia, ma poco impatto, al contario del gov del montana, brian schweitzer, che sembra un animatore da talk show. janet napolitano, simpatica, strappa applausi. convincente, di presenza e di sostanza, mark warner, gov della virginia, che, magari studiando per il futuro, si concede la famiglia, moglie e tre bionde e belle figlie, sul palco alla fine.
a pelle warner meglio di biden, ma aspettiamo domani.
colpisce come l’entusiasmo sia connaturato alla personalità di questo paese.  anche qua, in un convention center distante un paio di chilometri dal pepsi center, in presenza video, partono coretti, gridolini, risate collettive, applausi. si gasano, esultano, fanno buu. fa un po’ strano, dalla nostra pacata latinità, ma cosa importa, partecipare significa esserci con mente e corpo, con anima e cuore, sempre e comunque. (mentre scrivo sono tutti  – un migliaio di persone – in piedi entusiasti!..a guardare la tv…)

ascoltare, poi, porta ad un naturale confronto con i nostri congressi. non vale la distinzione che qui non c’è niente da decidere, perché non ricordo di recente congressi italiani davvero combattuti o utili a qualcosa. ma mediaticamente – per costruzione scenica ma soprattutto per capacità di rappresentare anche a distanza la passione vissuta in presa diretta – siamo indietro, decisamente indietro.

gli interventi, poi, sono brevi, parlano di cose concrete, delle persone comuni, con un linguaggio accessibile e per niente politichese.  che il tutto si  riduca ad una specie di gara retorica – in senso quasi sempre positivo – è quasi naturale, ma rende l’evento divertente. il flusso, che alterna piccoli talk e video agli interventi veri e propri, permette di seguire, distrarsi, rientrare, senza perdere niente, guadagnando poco altro che un po’ di entusiasmo. sarà retorica, si, ma almeno quella gli rimane. a noi, cosa resta?

ma ecco the big moment of today. arriva Hillary.

anche da hillary…

…qualcosa cambia.

scelte o problemi?

Dem!

Gli animi si accendono. Applausi, balletti, risate, partecipazione e passione.

Hillary tenta il colpo accusando, proponendo la propria esperienza, competenza, il saper fare faticoso e di lungo corso.

Obama e Edwards rispondono costruendo tra loro un immaginario asse. Sono diversi, per certi fersi opposti, ma costruiscono un ponte: change.

Edwards è il più applaudito, amato, acclamato.

Vediamo come va.

  • aprile: 2017
    L M M G V S D
    « Set    
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930