michelle, ma belle … e le altre

michelle obama non l’avevo mai sentita, ma mi aveva colpito incorciarla in iowa, sul palco, in mezzo alla gente, a salutare i sostenitori prima del caucus (ricordo che il tipo, un pastore simpatico con cui avevamo chiacchierato, che aveva parlato per motivare la scelta per obama s’era detto ispirato da lei per il discorso).

il discorso di stasera – breve come deve essere ogni performance vincente – mi è parso convincente, deciso, attento, caldo ma non femminile. forte, elegante, materna quanto basta, ma non nei confronti dell’america, ready to lead, anche lei (o solo lei, c’è chi dice). si concede di nominare hillary, da donna a donna, senza perdere un briciolo di forza nel confronto. si concede il ricordo di 19 anni d’amore – e hillary? – e della nascita dieci anni fa di malia, ma solo per dire a tutti che barack non è cambiato. nomina più volte i valori, mette al centro la famiglia, parla dell’america. di quel paese in cui è ancora possibile il sogno che nasce dal sentirsi obbligati a lavorare duro per un mondo come dovrebbe essere.

insomma, come first lady, io la vorrei, rassicurante senza proteggere, incoraggiante senza smielarsi. un confronto con quanto succede da noi nemmeno a provarci, soprattutto dopo i ricci leoneschi estivi, ma nemmeno con cindy mccain. a portsmouth, new hampshire, vista da vicino mi parve mummificata, e nessuna biondaggine e tiratura mi toglie quell’idea.

un motivo in più.

an american family

il colpo di scena arriva alla fine. michelle ha finito, sasha e maria sono sul palco, e barack appare in video, collegato da kansas city, ospite di una famiglia locale. la famiglia obama come esempio acessibile di famiglia americana. sacha saluta e chiede “in wich city are you daddy?”, malia dice ti voglio bene papà, “ci vediamo giovedì, take caro of mum” risponde lui. melenso si, visto da noi, ma a tono con la retorica accorata che qua pare vada parecchio. un’apparizione anticipatoria, quella di obama, nella serata dedicata a lui, in assenza, con la promessa, giovedì, di dedicarsi all’america, all’elettore qualunque, a chi deciderà le elezioni.

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  • maggio: 2017
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