secondo giorno

in assenza di pass si guarda la convention dal watching party organizzato dai democrats del colorado. di party in effetti c’è poco, semplicemente un teatro con video, biglietti obbligatori per entrare,  ma distribuiti gratuitamente.
passano sullo schermo facce diverse, diversi accenti, diversi abiti.
ci sono gli sconosciuti e i quasi famosi, e ci sono gli ex papabili vp.
la governatrice del kansas, kathleen sebelius, ha una bella faccia, ma poco impatto, al contario del gov del montana, brian schweitzer, che sembra un animatore da talk show. janet napolitano, simpatica, strappa applausi. convincente, di presenza e di sostanza, mark warner, gov della virginia, che, magari studiando per il futuro, si concede la famiglia, moglie e tre bionde e belle figlie, sul palco alla fine.
a pelle warner meglio di biden, ma aspettiamo domani.
colpisce come l’entusiasmo sia connaturato alla personalità di questo paese.  anche qua, in un convention center distante un paio di chilometri dal pepsi center, in presenza video, partono coretti, gridolini, risate collettive, applausi. si gasano, esultano, fanno buu. fa un po’ strano, dalla nostra pacata latinità, ma cosa importa, partecipare significa esserci con mente e corpo, con anima e cuore, sempre e comunque. (mentre scrivo sono tutti  – un migliaio di persone – in piedi entusiasti!..a guardare la tv…)

ascoltare, poi, porta ad un naturale confronto con i nostri congressi. non vale la distinzione che qui non c’è niente da decidere, perché non ricordo di recente congressi italiani davvero combattuti o utili a qualcosa. ma mediaticamente – per costruzione scenica ma soprattutto per capacità di rappresentare anche a distanza la passione vissuta in presa diretta – siamo indietro, decisamente indietro.

gli interventi, poi, sono brevi, parlano di cose concrete, delle persone comuni, con un linguaggio accessibile e per niente politichese.  che il tutto si  riduca ad una specie di gara retorica – in senso quasi sempre positivo – è quasi naturale, ma rende l’evento divertente. il flusso, che alterna piccoli talk e video agli interventi veri e propri, permette di seguire, distrarsi, rientrare, senza perdere niente, guadagnando poco altro che un po’ di entusiasmo. sarà retorica, si, ma almeno quella gli rimane. a noi, cosa resta?

ma ecco the big moment of today. arriva Hillary.

  • aprile: 2017
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