saturday

reazioni post-post obama speech e post palin nomination. sondaggi danno avanti obama di 8 punti. storicamente non eccessivo distacco. si cerca ancora di capire chi è palin. si commenta ancora il discorso. si comincia a guardare a minneapolis. tutto da politico, che come avete capito è la mia (e non solo) fonte preferita.

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discorsi e sondaggi, annunci e smentite, soffi e venti

hillary ha vinto, di poco ma ha vinto. ha recuperato nelle ultime ore: per le lacrime, per aver meglio scelto i messaggi targettizzate (dal suo staff sulla cnn dicono che in iowa l’errore è stato concentrarsi troppo sulle donne adulte), per aver saputo attivare una forte presenza sul territorio (davvero tante persone venute a sostenerla da ogni stato, in modo più visibile e diffuso degli altri).

intanto parla obama. i’m ready to go, dice, congratulandosi poi con la clinton.

discorso memorabile rinviato e attesa allungata. la partita si fa interessante. si annuncia un mese caldo. ricco, combattuto.

staremo a vedere. change is what’s appening in america, continua obama.  we want change, risponde in coro la folla.

hillary aspetta, se la gode e parla per ultima. la nostra donna, invece, è triste, come fai a non votarlo, dice, guardando barack on tv.

intanto anche qua i sondaggi si dimostrano più che fallibili. momentanee fotografie che aiutano il game mediatico, che sparano l’uno o l’altro avanti, che cambiano come bandierine al vento.

o forse sono le persone che cambiano come bandierine al vento? chi soffierà più forte?

  • ottobre: 2017
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