don’t tell we can’t change

yes we can. così ha chiuso obama il discorso di vittoria. così gli urlavano in coro intorno. questa volta, poi, l’ha detto chiaramente:
theese elections are about the past vs the future.
that’s the point, dicevamo.

Victory Speech

today endorsement

daytona beach, fl, guardando sc results

obama vince con ampio margine, hillary seconda, edwards competitivo. questo dicono i primi risultati. per obama 82% degli afroamericani, 50% degli under30. partita aperta. february 5th succoso… see you soon…(appena troviamo una connessione decente)…

kingstree, sc, 24 jan, 9.15am

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botte e schiaffi, poi è cosa di tempi

è da poco finito il dibattito, ormai settimanale, dei democratici. south carolina, cnn e congressional black caucus institute (quindi con particolare attenzione alle issue di interesse dell’elettorato nero).

mentre scorrono nuovamente le immagini, commentate e ricommentate, la mia impressione è sempre più chiara. potrà non piacere a chi commenterà, “per noi”, i servizi preparati per skytg (mercoledì 14.30), ma al centro della sfida c’è obama.

mettiamola così:

hillary è la maestra severa, esperta e stimata, moglie dell’ex preside amato da tutti.

obama il primo della classe che sale in piedi sul tavolo.

edwards il professore (ex) giovane che fa il piacione, regalando un saggio di retorica, utile ahilui solo a dichiarare di esistere.

la sfida H-O, maestra severa studente modello, è in due tempi.

nella prima parte (finalmente) gli attacchi. tutti in piedi, uno di fianco all’altro, obama al centro, hillary alla sua destra. domande più rigide, tempi in teoria altrettanto, ma non rispettati.

il botta e risposta è serrato e deciso. attacchi personali, tra inaffidabilità e menzogne. obama colpisce, ma non abbastanza. è difficile per lo studente modello vincere nel botta e risposta contro la maestra severa. hillary risponde, incalza. la strategia obamista – già criticata nel pomeriggio per aver coinvolto bill negli attacchi contro i clinton – sembra suicida. obama appare in difficoltà, non riesce mai ad avere l’ultima parola. è lei così che risulta in ultimo più incisiva, quel tantino più concreta e stronza. obama però segna almeno un punto, lotta.

la seconda parte è libera, in poltrona, senza regole. stesse posizioni, sempre obama al centro.

è qui che si apre la finestra sulla sfida: è una sfida di tempo.

se è un tempo continuo, in cui conta l’esperienza, in cui quello che si è fatto è garanzia del futuro … allora vince hillary.

ma se il tempo è nuovo, discontinuo, generazionale, dal presente al futuro … allora l’unico che ha il ritmo giusto è obama.

è obama al centro, come nelle inquadrature, è lui che segna il racconto, è lui il protagonista del film. un mese per dimostrare se questa volta il protagonista vince o no.

due flash:

1. immagine della prima parte: obama in primo piano, in piedi, sulla parte destra dello schermo, hillary leggeremente di sfondo, sulla sinistra, rivolta verso di lui, gambe incrociate, sguardo attento, mezzo sorriso. la maesta che aspetta la risposta, con aria di superiorità. e lo studente che difende la sua, che riesce ad emozionare. lo sguardo è della clinton, la presenza di obama, al centro, più alto, meglio illuminato (divertente vedere il dibattito con jakub, interessante intreccio di punti di vista … ci vantiamo troppo? … ma no!, .. è solo per fare invidia…). chi è l’eroe è solo questione di punti di vista, e di tempo.

2. domanda ad obama: “bill clinton è stato il primo presidente “nero”?” … risposta (più o meno): ammiro chi ha combattuto lunghe battaglie e ottenuto grandi risultati, anche per i neri, perchè dimostara che le persone possono cambiare le cose. ma è il tempo di una nuova visione, adatta ad una nuova generazione.(e poi – quasi in slang fa notare jakub – aggiunge: vediamo però come balla per dire se bill è un fratello…).

hillary è brava, ma ora tocca a me. non affonda (non come avrebbe potuto per gli spazi che ad un tratto si sono aperti), ma il messaggio è chiaro. e il target pure, dichiarato esplicitamente: obama vuole essere il candidato che piace oltre i liberal tradizionali, si appella agli indipendents, vuole anche i voti dei repubblicani.

(lo si vede anche su un tema caldo come l’health care: hillary e edwards parlano di universal hc, obama parla di costi da abbattere per renderlo accessibile a tutti. tematizzazione concreta e non ideologica. commentatore, se leggi, questo ti dovrebbe piacere no…?)

insomma obama al centro, a lui dimostrare di saper tenere la scena. sabato si vota in south carolina. è solo un altro passo, poi attenzione al tempo, fino al 5 febbraio è un attimo.

  • giugno: 2017
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